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Norme sostenibilità edilizia: guida 2026 per professionisti

8 Agosto 2026

Norme sostenibilità edilizia: guida 2026 per professionisti

Le norme chiave per la sostenibilità in edilizia sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nella loro edizione 2025, adottata con il DM 24 novembre 2025 e in vigore dal 2 febbraio 2026, il Decreto Legislativo 36/2023 che ne rende obbligatoria l’applicazione negli appalti pubblici, e le norme tecniche europee UNI EN 15978 e UNI EN 15804 come metodi di riferimento per la valutazione ambientale. Se sta preparando un bando o un progetto, la prima azione concreta è verificare la data di pubblicazione della gara rispetto al 2 febbraio 2026: tutto ciò che viene pubblicato dopo quella data deve già rispettare i CAM 2025.

Checklist immediata per non rischiare l’esclusione:

  • Versione normativa: verificare che il bando richiami il DM 24.11.2025 e non il DM 23 giugno 2022 (ancora valido per gare pubblicate prima del 2 febbraio 2026).
  • Relazione CAM: predisporre il documento secondo il modello ministeriale allegato al DM 24.11.2025, con riferimenti espliciti alle norme UNI/EN pertinenti.
  • EPD verificabili: raccogliere le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto di terza parte per i materiali da costruzione rilevanti, conformi alla UNI EN 15804.
  • LCA e LCC: documentare la valutazione del ciclo di vita (UNI EN 15978) e l’analisi dei costi lungo il ciclo di vita, con orizzonte temporale di 100 anni dove richiesto dai CAM.
  • Deroghe motivate: se un criterio non è applicabile, predisporre motivazione tecnica scritta da allegare alla documentazione di gara.

Indice

Qual è il quadro normativo nazionale sulle norme di sostenibilità edilizia?

Il sistema normativo che governa la sostenibilità in edilizia in Italia si articola su tre livelli: la legge primaria, i decreti ministeriali attuativi e le norme tecniche di riferimento. Capire come si collegano è il primo passo per non commettere errori nei bandi.

Il Codice dei contratti pubblici e l’obbligo GPP

Il D.Lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici) ha trasformato il Green Public Procurement da pratica raccomandata a obbligo giuridico. L’art. 57 stabilisce che le stazioni appaltanti devono inserire i criteri ambientali minimi nelle specifiche tecniche e nelle clausole contrattuali di ogni procedura di appalto che rientri negli ambiti coperti dai CAM. La giurisprudenza consolidata conferma che la mancata integrazione dei CAM può compromettere la validità della gara stessa.

I decreti ministeriali CAM: dalla versione 2022 al 2025

Il DM 23 giugno 2022 n.256 ha rappresentato per tre anni il testo di riferimento per i CAM Edilizia, con un correttivo pubblicato il 5 agosto 2024 che ne ha aggiornato alcune disposizioni. Questo testo rimane rilevante per le gare pubblicate prima del 2 febbraio 2026 e per la ricostruzione dell’evoluzione normativa in sede di contenzioso.

Il DM 24 novembre 2025 adotta i CAM Edilizia 2025, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025. L’entrata in vigore è fissata al 2 febbraio 2026, con un periodo transitorio di due mesi che consente alle stazioni appaltanti di adeguare i propri modelli di gara.

Documento Riferimento Pubblicazione in G.U. Entrata in vigore Nota operativa
D.Lgs. 36/2023 Codice dei Contratti Pubblici Rende obbligatori i CAM (art. 57)
DM 23 giugno 2022 CAM Edilizia 2022 06/08/2022 Ancora valido per gare ante 2 febbraio 2026
correttivo 5 agosto 2024 Modifica DM 2022 5 agosto 2024 Immediata Aggiornamento parziale criteri
DM 24 novembre 2025 CAM Edilizia 2025 3 dicembre 2025 2 febbraio 2026 Sostituisce edizione 2022; include modello Relazione CAM

La catena applicativa segue uno schema preciso: il Piano d’Azione Nazionale per il GPP (PAN GPP) definisce le categorie di appalto prioritarie, i decreti ministeriali CAM stabiliscono i criteri specifici per ciascuna categoria, e le stazioni appaltanti li recepiscono nelle specifiche tecniche dei bandi. Saltare un passaggio di questa catena significa esporre la procedura a contestazioni.


Quali norme tecniche UNI e europee servono davvero nei CAM?

Le norme tecniche UNI sono richiamate quasi 200 volte nel testo dei CAM Edilizia 2025. Non sono riferimenti facoltativi: in molti casi costituiscono il metodo di calcolo obbligatorio per dimostrare la conformità ai criteri.

Le norme principali e il loro ruolo

UNI EN 15978 definisce il metodo di calcolo per la valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici lungo il ciclo di vita. È la norma di riferimento per condurre l’LCA a livello di edificio: stabilisce i moduli informativi (dalla produzione dei materiali alla fine vita), le categorie di impatto da considerare e le regole per interpretare i risultati. Nei CAM 2025, questa norma è il metodo prescritto per la valutazione LCA dell’edificio.

Mani che prendono le misure di una cornice in legno con un metro laser

UNI EN 15804 fornisce le regole di categoria di prodotto (PCR) per redigere le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD). Senza conformità a questa norma, un’EPD non è riconosciuta come documentazione valida nei bandi che applicano i CAM. La versione di riferimento da citare è quella indicata nel bando; in assenza di indicazione specifica, si usa la versione più aggiornata disponibile al momento della pubblicazione della gara.

UNI 11973 affronta l’approccio integrato LCA/LCC per gli edifici, fornendo indicazioni metodologiche sull’analisi dei costi lungo il ciclo di vita in coordinamento con la valutazione ambientale. È particolarmente rilevante per i criteri premianti che richiedono la dimostrazione dell’efficienza economica nel lungo periodo.

Altre norme frequentemente richiamate nei CAM includono le serie UNI EN ISO 14001 (sistemi di gestione ambientale), UNI EN ISO 50001 (gestione dell’energia) e le norme della serie UNI EN 13501 per la classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione.

Un consiglio: nella Relazione CAM e nei capitolati, citare sempre la norma con il codice completo e l’anno di edizione (es. “UNI EN 15978:2011”), specificando se il bando indica una versione particolare. In caso di aggiornamento della norma durante l’esecuzione del contratto, concordare con la stazione appaltante la versione applicabile prima della firma.


Come funzionano LCA, LCC, EPD e Relazione CAM nella pratica?

I CAM 2025 rafforzano significativamente il ruolo della valutazione del ciclo di vita e spostano l’onere della prova sul progettista: non basta dichiarare la sostenibilità, bisogna quantificarla con metodi riconosciuti e documentazione verificata da terza parte.

LCA e LCC: cosa calcolare e con quale orizzonte

L’LCA (valutazione del ciclo di vita) applicata all’edificio secondo UNI EN 15978 copre tutti i moduli dalla produzione dei materiali (A1-A3) alla fase d’uso (B) fino alla fine vita © e ai benefici oltre il confine del sistema (D). I CAM 2025 fissano l’orizzonte temporale a 100 anni per molti criteri, il che richiede ipotesi documentate su manutenzione, sostituzione dei componenti e scenari di fine vita.

L’LCC (analisi dei costi lungo il ciclo di vita) affianca l’LCA con una valutazione economica che considera non solo i costi di costruzione ma anche quelli di gestione, manutenzione e dismissione. Nei criteri premianti, la combinazione LCA+LCC favorisce le offerte che dimostrano un vantaggio ambientale ed economico nel lungo periodo.

EPD: come si usa e cosa deve contenere

Un’EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) è un documento verificato da un organismo terzo indipendente che riporta i dati ambientali di un prodotto da costruzione secondo UNI EN 15804. Per essere accettata nei bandi CAM deve essere:

  • verificata da un organismo accreditato (non autodichiarata dal produttore);
  • valida alla data di presentazione dell’offerta (la validità tipica è di 5 anni);
  • specifica per il prodotto effettivamente fornito, non generica per la categoria merceologica;
  • disponibile in un registro pubblico riconosciuto (es. EPD Italy, IBU, DAPHabitat).

Struttura minima della Relazione CAM

La Relazione CAM è il documento che raccoglie e organizza le prove di conformità ai criteri. Il modello allegato al DM 24.11.2025 prevede una struttura che include:

  • identificazione del progetto e della procedura di gara;
  • elenco dei criteri CAM applicabili e modalità di soddisfacimento per ciascuno;
  • riferimenti alle norme tecniche utilizzate (con codice e anno di edizione);
  • elenco dei documenti allegati (EPD, certificazioni, schede tecniche, rapporti LCA/LCC);
  • dichiarazione del progettista responsabile con firma e timbro professionale.

Un consiglio: assegnare la redazione della Relazione CAM a un professionista con formazione specifica in LCA o a un esperto ambientale certificato. La figura del certificatore energetico non è automaticamente competente in LCA: verificare il curriculum prima di delegare.

Per approfondire la gestione documentale in cantiere e come organizzare l’archivio di EPD e attestazioni, esistono strumenti digitali che semplificano il processo.


Cosa cambia con i CAM Edilizia 2025 e cosa fare subito

Le novità introdotte dal DM 24.11.2025 non sono aggiustamenti marginali. Rispetto all’edizione 2022, i CAM 2025 ridisegnano l’approccio alla sostenibilità in edilizia su tre assi principali: metodo, documentazione e tracciabilità.

Le novità più rilevanti

  • LCA e LCC come requisiti centrali — la valutazione del ciclo di vita passa da criterio premiante a requisito di base in molti ambiti, con metodologia obbligatoria secondo UNI EN 15978.

Timeline e regole transitorie

Le gare pubblicate fino al 1 febbraio 2026 applicano ancora il DM 23 giugno 2022 (con il correttivo del 5 agosto 2024). Dal 2 febbraio 2026 in poi, ogni nuova procedura deve rispettare i CAM 2025. Non esistono proroghe automatiche: la data è cogente.

Il decreto programmatico del 13 febbraio 2026 non modifica i CAM vigenti ma individua gli ambiti che saranno oggetto di revisione nel corso del 2026, segnalando le direttrici tecniche su cui il sistema si muoverà. Monitorare questo documento è utile per anticipare i prossimi aggiornamenti.

Aggiornamenti immediati nei modelli di progetto

  • Aggiornare i capitolati speciali d’appalto con i riferimenti al DM 24.11.2025.
  • Sostituire le clausole contrattuali che richiamano il DM 2022 con quelle aggiornate.
  • Inserire nei criteri di aggiudicazione i nuovi criteri premianti previsti dai CAM 2025.
  • Verificare che i fornitori abituali dispongano di EPD aggiornate e valide.

Un consiglio: strutturare il team di progetto con almeno un esperto LCA (anche esterno) e un legale specializzato in appalti pubblici. La complessità documentale dei CAM 2025 richiede competenze che raramente coesistono in un unico professionista.

Per una guida operativa completa, il riferimento è la sezione dedicata ai CAM edilizia con le responsabilità dei progettisti e le linee operative per la conformità.


Quali obblighi e rischi comportano i CAM per le stazioni appaltanti?

L’art. 57 del D.Lgs. 36/2023 non lascia margini di discrezionalità: le stazioni appaltanti che pubblicano gare negli ambiti coperti dai CAM devono inserire i criteri ambientali minimi nelle specifiche tecniche e nelle clausole contrattuali. Non si tratta di una raccomandazione.

Rischi per gli operatori economici

Gli operatori che presentano offerte non conformi ai CAM rischiano l’esclusione dalla procedura. I casi più frequenti riguardano:

  • EPD non verificate da terza parte o scadute alla data di presentazione dell’offerta;
  • Relazione CAM assente o non conforme al modello ministeriale;
  • Riferimenti a versioni normative superate (es. citare il DM 2022 in una gara che applica i CAM 2025);
  • Percentuali di materiale riciclato non documentate con prove verificabili.

Verifiche prima di presentare offerta

  • Controllare che il bando richiami esplicitamente il DM 24.11.2025 o il DM 23 giugno 2022 e verificare la coerenza con la data di pubblicazione.
  • Verificare la validità di tutte le EPD allegate (data di scadenza, organismo di verifica, registro pubblico).
  • Controllare che le attestazioni di conformità siano rilasciate da organismi accreditati secondo la norma pertinente.
  • Verificare la coerenza tra i valori dichiarati nella Relazione CAM e i dati riportati nelle EPD e nei rapporti LCA.

Per approfondire le best practice negli appalti pubblici in edilizia, incluse le verifiche documentali pre-offerta, esistono risorse operative specifiche per il settore.


LEED, BREEAM, ITACA, CasaClima ed EPD: quale schema scegliere?

Le certificazioni volontarie e i protocolli di valutazione non sostituiscono i CAM, ma possono essere riconosciuti come criteri premianti nei bandi pubblici e rappresentano un vantaggio competitivo nelle offerte. La scelta dipende dall’ambito del progetto, dal mercato di riferimento e dalla strategia di posizionamento dell’operatore.

  • LEED (Leadership in Energy and Environmental Design): protocollo americano gestito da USGBC, diffuso a livello internazionale anche in Italia per edifici terziari e direzionali. Misura efficienza energetica, qualità dell’aria interna, uso dell’acqua, materiali e innovazione. Riconosciuto nei bandi come criterio premiante, ma la procedura di certificazione è lunga e costosa (tipicamente 12-24 mesi, con costi variabili in funzione della dimensione dell’edificio).

  • BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method): protocollo britannico, tra i più diffusi in Europa per edifici commerciali e residenziali. Valuta categorie simili a LEED con un sistema di punteggio flessibile. In Italia è meno radicato di LEED ma in crescita, soprattutto nel segmento degli investitori istituzionali.

  • ITACA: protocollo italiano sviluppato dall’Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale. È il più allineato al contesto normativo nazionale e viene esplicitamente richiamato in alcuni bandi pubblici italiani come criterio premiante. La sua struttura modulare lo rende adattabile a edifici residenziali, scolastici e terziari.

  • CasaClima: certificazione sviluppata dall’Agenzia CasaClima di Bolzano, focalizzata principalmente sulla prestazione energetica e sul comfort abitativo. Molto diffusa nel Nord-Est Italia e in contesti di edilizia residenziale di qualità. Riconosciuta in alcuni bandi regionali come criterio premiante.

  • EPD: non è una certificazione dell’edificio ma del prodotto da costruzione. È il documento che alimenta l’LCA dell’edificio e la conformità ai CAM. Senza EPD dei materiali principali, non è possibile condurre un’LCA credibile.

Schema Ambito principale Obbligatorio/Volontario Riconoscimento nei CAM Complessità
LEED Edifici terziari/residenziali Volontario Criterio premiante Alta
BREEAM Edifici commerciali/residenziali Volontario Criterio premiante Alta
ITACA Tutti gli edifici (residenziale, scolastico, terziario) Volontario (obbligatorio in alcune regioni) Esplicitamente richiamato Media
CasaClima Residenziale, principalmente Nord Italia Volontario Criterio premiante in bandi regionali Media
EPD (prodotto) Prodotti da costruzione Obbligatorio nei CAM per alcuni materiali Requisito di base Bassa-Media

Come si redige un progetto sostenibile conforme: guida passo per passo

Seguire una sequenza precisa riduce il rischio di dimenticare documenti critici e permette di distribuire il lavoro nel tempo senza concentrare tutto nelle ultime settimane prima della scadenza.

  1. Analisi del bando: identificare la versione CAM applicabile (DM 24.11.2025 o DM 23 giugno 2022), i criteri obbligatori e quelli premianti, e i documenti richiesti per ciascuno.

  2. Definizione del perimetro LCA: stabilire quali componenti dell’edificio rientrano nella valutazione, quali moduli informativi includere (A1-A3, B, C, D) e l’orizzonte temporale (100 anni dove richiesto).

  3. Raccolta delle EPD: contattare i fornitori di materiali strutturali, isolanti, serramenti e finiture per verificare la disponibilità di EPD valide e conformi a UNI EN 15804. Questa fase richiede tipicamente 4-8 settimane se i fornitori devono produrre nuove EPD.

  4. Conduzione dell’LCA e dell’LCC: affidare la valutazione a un esperto LCA qualificato, con software riconosciuti (es. SimaPro, OpenLCA, One Click LCA). Il rapporto LCA deve essere verificabile e coerente con i dati EPD raccolti.

  5. Predisposizione della Relazione CAM: compilare il modello ministeriale allegato al DM 24.11.2025, allegando tutti i documenti di supporto organizzati per criterio.

  6. Verifica incrociata: controllare la coerenza tra i valori dichiarati nella Relazione CAM, i dati nelle EPD e i risultati del rapporto LCA. Incongruenze anche minori possono generare richieste di chiarimento o esclusione.

  7. Controlli post-intervento: prevedere nel contratto le modalità di verifica in corso d’opera (tracciabilità delle forniture, documentazione dei materiali effettivamente installati) e le procedure per eventuali sostituzioni.

Domande chiave da porre ai fornitori prima di inserirli nell’offerta:

  • Disponete di EPD verificata da terza parte per questo prodotto, valida alla data di consegna?
  • Qual è la percentuale di contenuto riciclato certificata e con quale documentazione?
  • Siete in grado di fornire la tracciabilità della filiera di approvvigionamento?

Sul fronte dei costi, la conduzione di un’LCA completa per un edificio di medie dimensioni richiede un investimento che varia in funzione della complessità del progetto e della disponibilità dei dati EPD. Includere questa voce nell’offerta economica come costo separato e documentato è la strategia più trasparente nei confronti della stazione appaltante.

Il monitoraggio dell’avanzamento lavori durante la fase esecutiva è altrettanto rilevante: la conformità ai CAM non si verifica solo sulla carta ma deve essere mantenuta lungo tutta l’esecuzione del contratto.

Il responsabile di cantiere valuta la qualità e la sostenibilità dei materiali da costruzione.


Punti chiave

I CAM Edilizia 2025 (DM 24.11.2025, in vigore dal 2 febbraio 2026) rendono obbligatoria la valutazione del ciclo di vita con EPD verificabili da terza parte e Relazione CAM strutturata secondo il modello ministeriale: chi non aggiorna subito i propri modelli di gara e capitolati rischia l’esclusione o l’annullamento della procedura.

Punto Dettagli
CAM 2025 obbligatori dal 2 febbraio 2026 Ogni gara pubblicata dopo questa data deve applicare il DM 24.11.2025; il DM 2022 resta valido solo per procedure precedenti.
LCA e LCC come requisiti di base La valutazione del ciclo di vita (UNI EN 15978) e l’analisi dei costi (UNI 11973) non sono più solo criteri premianti ma requisiti centrali nei CAM 2025.
EPD verificate da terza parte Le autodichiarazioni dei produttori non sono accettate; ogni EPD deve essere conforme a UNI EN 15804 e verificata da organismo accreditato.
Rischio esclusione per documentazione incompleta Relazione CAM assente, EPD scadute o versioni normative superate sono le cause più frequenti di esclusione nelle gare pubbliche.
Edil-up per la gestione documentale Edil-up supporta la raccolta centralizzata di EPD, attestazioni e checklist CAM, riducendo il rischio di lacune documentali nelle offerte.

Adeguarsi ora è una scelta strategica, non solo un obbligo

C’è una tendenza diffusa tra i professionisti del settore a trattare i CAM come un adempimento burocratico da gestire all’ultimo momento, raccogliendo la documentazione necessaria solo quando il bando è già pubblicato. È un approccio che funzionava quando i criteri erano semplici e la documentazione richiesta era limitata. Con i CAM 2025, non funziona più.

Il motivo è strutturale: la valutazione del ciclo di vita richiede dati che i fornitori spesso non hanno pronti. Un’EPD verificata da terza parte richiede settimane, a volte mesi, per essere prodotta. Se si inizia a raccogliere questa documentazione solo dopo aver letto il bando, si rischia di presentare un’offerta incompleta o di dover rinunciare a materiali che si conoscono bene perché il fornitore non ha ancora l’EPD aggiornata.

L’approccio più efficace che si osserva tra i professionisti più preparati è diverso: costruire in anticipo un archivio di EPD valide per i materiali abitualmente utilizzati, aggiornare i capitolati tipo con le clausole CAM 2025 prima che arrivi il prossimo bando, e formare il team interno sui requisiti LCA prima che diventi urgente. Un controllo documentale condotto con settimane di anticipo rispetto alla scadenza ha già permesso a diversi operatori di evitare l’esclusione, scoprendo in tempo che alcune EPD erano scadute o che i fornitori avevano cambiato prodotto senza aggiornare la documentazione.

C’è anche un aspetto competitivo che viene sottovalutato. I criteri premianti dei CAM 2025 premiano chi dimostra prestazioni ambientali superiori al minimo richiesto. Un’offerta che porta un’LCA dettagliata, EPD di qualità e una Relazione CAM ben strutturata non solo supera la soglia di ammissibilità: accumula punti nell’aggiudicazione. Chi si prepara in anticipo trasforma un obbligo normativo in un vantaggio concreto nelle gare.


Edil-up: gestione documentale e conformità CAM in un’unica piattaforma

Chi lavora su più cantieri contemporaneamente sa quanto sia difficile tenere traccia di EPD, attestazioni, versioni aggiornate delle norme e scadenze documentali. Edil-up è la piattaforma digitale che risolve questo problema in modo concreto: archiviazione centralizzata di EPD e certificazioni, checklist CAM integrate per ogni fase del progetto, tracciabilità dei fornitori e dei materiali, template per la Relazione CAM e strumenti di monitoraggio della conformità durante la direzione lavori.

Edil-up

La piattaforma è utile dalla fase di gara fino alla consegna finale: permette al team di progetto di lavorare in modo coordinato, ai consulenti LCA di caricare i rapporti direttamente nel sistema e al direttore dei lavori di verificare in tempo reale che i materiali installati corrispondano a quelli documentati nell’offerta. Per chi vuole capire come la digitalizzazione del settore edile può ridurre i rischi di non conformità, Edil-up offre un punto di partenza pratico e immediato.

Edil-up supporta il processo documentale ma non sostituisce le figure tecniche obbligatorie: il progettista responsabile, l’esperto LCA e il certificatore restano indispensabili. La piattaforma li aiuta a lavorare meglio, non a essere sostituiti. Per valutare i piani disponibili e iniziare, la pagina prezzi offre tutte le informazioni necessarie.


Fonti ufficiali e testi di riferimento: dove trovare i documenti originali

Avere i link giusti ai testi ufficiali fa risparmiare tempo e riduce il rischio di citare versioni superate. Di seguito le fonti principali con indicazioni su cosa cercare in ciascuna.

  • DM 24.11.2025 (CAM Edilizia 2025): disponibile sul portale MASE nella sezione CAM vigenti. Contiene il testo integrale dei criteri, il modello di Relazione CAM e le note esplicative. Da citare nei bandi come “DM 24 novembre 2025, pubblicato in G.U. n. [numero] del 3 dicembre 2025”.

  • DM 23 giugno 2022 e correttivo 5/08/2024: il testo coordinato è utile per le gare in fase transitoria e per la ricostruzione storica in sede di contenzioso.

  • Norme UNI — il catalogo UNI (uni.com) permette di acquistare le versioni ufficiali delle norme. Per citarle correttamente, indicare sempre codice, titolo e anno di edizione. Le norme UNI EN 15978 e UNI EN 15804 sono disponibili anche in versione inglese; nei documenti italiani si cita la versione UNI.

  • Regolamento (UE) 305/2011 (CPR): il Regolamento sui prodotti da costruzione è disponibile su EUR-Lex in italiano. Rilevante per la marcatura CE dei prodotti e per le dichiarazioni di prestazione che alimentano le EPD.

  • Direttiva 2018/844 (EPBD): la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici e le sue integrazioni definiscono gli obiettivi europei su ristrutturazioni e prestazioni energetiche minime, che integrano il contesto dei CAM nazionali.

  • Decreto programmatico 13 febbraio 2026: disponibile su LavoriPubblici con commento tecnico. Utile per monitorare gli aggiornamenti CAM previsti per il 2026.

Fonte Cosa cercare Come citare
MASE (mase.gov.it) CAM vigenti, modello Relazione CAM, circolari interpretative “DM [data], pubblicato in G.U. [numero] del [data]”
Normattiva / G.U. D.Lgs. 36/2023, testo coordinato con modifiche “D.Lgs. 36/2023, art. 57”
UNI (uni.com) Norme tecniche UNI EN 15978, UNI EN 15804, UNI 11973 “UNI EN 15978:2011” (codice + anno edizione)
EUR-Lex CPR, EPBD, Tassonomia UE “Regolamento (UE) 305/2011” o “Direttiva 2018/844/UE”

Un consiglio: organizzare una cartella documentale condivisa con il team di progetto che contenga: i testi ufficiali dei CAM applicabili, le norme UNI di riferimento (o i link all’acquisto), le EPD dei materiali selezionati con data di scadenza, e il modello di Relazione CAM precompilato con i dati del progetto. Aggiornare questa cartella a ogni nuova gara riduce drasticamente il tempo di preparazione della documentazione.

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